Il sistema aeroportuale Catania-Comiso rappresenta un’infrastruttura strategica per lo sviluppo economico della Sicilia, ma l’eventuale privatizzazione della SAC dovrà garantire piena tutela dei lavoratori, dei salari e dell’indotto. È la posizione espressa dalle segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Sicilia e Ugl Ta.

I sindacati evidenziano le criticità del comparto, sottolineando che il margine EBITDA fermo al 19% limita gli spazi per la contrattazione di secondo livello, mentre il calo dei passeggeri nello scalo di Comiso non può tradursi in tagli al personale, ricorso agli ammortizzatori sociali o maggiore precarizzazione. Viene inoltre richiamata la necessità di investimenti in infrastrutture e sicurezza, anche alla luce dei recenti disagi provocati dalla cenere vulcanica.

Sul progetto di cessione della quota di maggioranza della SAC, valutata tra i 500 e i 600 milioni di euro, le organizzazioni sindacali precisano di non essere contrarie all’ingresso di capitali privati, ma ribadiscono il proprio no a una “privatizzazione al buio” o a un’operazione che possa penalizzare il territorio siciliano.

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Sicilia e Ugl Ta chiedono quindi un protocollo di sito vincolante che garantisca la stabilità occupazionale, il rispetto dei contratti nazionali di settore, la tutela dell’intera filiera aeroportuale, a partire dall’handling, e la qualità dei servizi, con l’introduzione di penali in caso di inadempienze. Le sigle sollecitano inoltre il coinvolgimento concreto delle parti sociali e l’inserimento di una clausola sociale realmente esigibile nel percorso di privatizzazione, ribadendo l’impegno a difendere il lavoro, i salari e la dignità dei lavoratori aeroportuali.

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