«Non serve un’altra gestione dell’emergenza. La Sicilia ha bisogno di una riforma strutturale del sistema idrico, di infrastrutture moderne e di una gestione trasparente». Lo ha detto il segretario regionale dell’UGL Sicilia, Carmelo Giuffrida, intervenendo ad Agrigento al convegno organizzato dal gruppo Italia del Meridione al Grand Hotel Mosè, insieme al segretario UTL UGL Agrigento Roberto Lauria e a una delegazione del sindacato.

 

 

Al centro dell’intervento la crisi idrica e la gestione dell’AICA. «Il problema – ha sottolineato Giuffrida – non è soltanto quanta acqua abbiamo, ma quanta riusciamo a portare ai cittadini e quanta ne perdiamo lungo il percorso».

In provincia di Agrigento le perdite delle reti, secondo i dati citati dall’UGL, raggiungono il 50-58%, con punte superiori all’80% nelle tratte comunali più obsolete, alcune risalenti agli anni ’50-’70. Una situazione che alimenta turnazioni particolarmente pesanti, con l’erogazione dell’acqua che in alcuni territori avviene ogni tre-cinque giorni o anche oltre.

Per l’UGL occorre superare la logica dell’emergenza e puntare su interventi strutturali: rifacimento delle reti, sistemi per la raccolta delle acque piovane, vasche di laminazione, invasi aziendali e soluzioni di drenaggio urbano sostenibile.

Altro nodo è quello della depurazione. La Sicilia continua a fronteggiare criticità legate alla mancata depurazione dei reflui, mentre diversi interventi procedono con lentezza. «È una contraddizione – evidenzia Giuffrida – che mentre l’agricoltura soffre la siccità, milioni di metri cubi di acqua depurata vengano ancora scaricati in mare».

La proposta dell’UGL è quindi quella di una gestione circolare della risorsa idrica, dalla captazione alla distribuzione, fino alla depurazione e al riuso. I reflui depurati, sostiene il sindacato, devono essere destinati anche all’irrigazione, mentre le risorse disponibili dovrebbero essere indirizzate prioritariamente al rinnovo delle reti e al riuso agricolo.

Nel confronto rientra anche il disegno di legge per l’istituzione di un’Autorità regionale unica, con il superamento delle nove ATI, una regia centralizzata per i fondi PNRR ed europei e una Tariffa Universale Regionale.

«No a nuovi carrozzoni – conclude Giuffrida –. L’accentramento non deve allontanare la governance dai territori. La tariffa unica non può penalizzare chi da anni subisce razionamenti: l’unificazione dei costi deve accompagnarsi all’azzeramento dei disservizi».

Tra le priorità indicate anche calendari certi per l’erogazione, maggiore trasparenza nella gestione del servizio autobotti e incentivi per sistemi di accumulo idrico urbani e rurali.

«L’acqua è un diritto e una risorsa vitale – conclude il segretario regionale UGL Sicilia –. Serve un cambio di passo immediato. La Sicilia non può più permettersi di perdere acqua nelle reti, sprecarla dopo la depurazione e chiedere ai cittadini di convivere con l’emergenza».

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