“Abbiamo preso posizione, l’impegno di portare avanti il lavoro per il Sì al referendum perché è un momento importante per il nostro Paese. Avere consapevolezza delle scelte che si fanno è fondamentale. Lo facciamo da sindacato perché è evidente che c’è una stortura nel sistema che crea mancanza di fiducia. Il nostro è un impegno per ridare alla magistratura la fiducia che merita”.
Così il segretario generale UGL Francesco Paolo Capone all’incontro a Catania per discutere del prossimo referendum del 22 e 23 marzo 2026.
Si è svolto nella Sala della Notte del Palazzo della Cultura di Catania l’incontro “Perché votare Sì”, promosso da UGL nell’ambito del tour nazionale a sostegno del Sì al referendum sulla riforma della giustizia.
“Una riforma per tutti, che aspettiamo da tanto tempo e di cui abbiamo bisogno per migliorare il nostro Paese. Non è una questione politica”. Sono le parole del
segretario territoriale UGL Catania Giovanni Musumeci che ha aperto i lavori del confronto che ha riunito rappresentanti istituzionali, accademici e sindacali. Presente anche il segretario regionale UGL Sicilia, Carmelo Giuffrida.
Gli intervenuti si sono soffermati sul valore tecnico della riforma, sottolineandone i tre cardini – divisione delle carriere, sorteggio, Alta Corte – come valore aggiunto per un giusto processo.
Che in Italia esista un problema giustizia lo sottolinea il senatore Salvatore Sallemi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia al Senato e componente della Commissione Giustizia al Senato. “Negli ultimi 30 anni ci sono stati 30mila casi di errori giudiziari, mille casi l’anno, con un impatto economico di oltre un miliardo di euro. Solo negli ultimi 4 anni abbiamo pagato 250milioni di euro di risarcimenti. Sono dati che da soli dovrebbero indurre il cittadino a votare per il Sì”, ha detto.
Si tratta di una riforma che, come ha sottolineato Raffaele Stancanelli, europarlamentare della Lega, “rappresenta la giusta evoluzione, il completamento di un percorso iniziato tanti anni fa”. L’europarlamentare ha sottolineato come la battaglia per il Sì sia “tecnica” per il buon valore che rappresenta. “Se vince il NO non ci va di mezzo il governo, ma la civiltà giuridica italiana”.
Fiducia e trasparenza sono le parole chiave dell’intervento di Giuseppe Castiglione, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Transizione demografica alla Camera. “Le fazioni all’interno della magistratura non fanno bene a nessuno, vogliamo liberare la magistratura dal gioco del correntismo. Questo non è un voto al Governo, ma una riforma giusta”, ha detto.
A illustrare la riforma nel dettaglio spiegando perché “è perfettamente in linea con la Carta Costituzionale” e che “il programma alla base di questa riforma faceva parte del campo progressista” è stato l’avvocato Francesco Paterniti, professore associato di Diritto costituzionale e pubblico all’Università degli Studi di Catania. “Oggi mantenere l’unione delle carriere rappresenta un problema perché negli organi che decidono sulla vita professionale dei magistrati, il loro percorso si interseca”, ha dichiarato. “Il sorteggio spezza la logica delle correnti politiche all’interno della magistratura e l’Alta Corte – ha aggiunto – rappresenterà la giusta funzione disciplinare come organo terzo”.
Al dibattito è intervenuto anche il senatore di Forza Italia Salvo Pogliese che ha rimarcato “l’importanza strategica di questa riforma che elimina in maniera radicale il peso delle correnti all’interno della magistratura”.
A moderare il dibattito è stato il giornalista Fernando Massimo Adonia.
Le conclusioni sono state affidate al segretario generale UGL Francesco Paolo Capone. L’evento è stato trasmesso in diretta Facebook sulla pagina di UGL Confederazione.
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