I numeri che emergono dallo studio effettuato per sostenere la proposta di legge governativa di riforma del comparto forestale fissano a 231 milioni di euro la somma certa di partenza come dotazione finanziaria costituita da risorse comunitarie e da Fondi Fas e un piano quinquennale di graduale passaggio di tutti i lavoratori forestali a 180 giornate lavorative.

A dichiararlo Giuseppe Messina e Franco Arena, rispettivamente Segretario Ugl Sicilia e Segretario regionale della Federazione agricoli e forestali  dopo un lungo e approfondito chiarimento con l’Assessore regionale dell’agricoltura Toni Scilla nel corso di un incontro dove il sindacato ha preso atto della previsione economica e normativa a sostegno della riforma e auspica che prima possibile possa essere votata dal parlamento.

Abbiamo valutato e compreso in tutti le sue sfaccettature il contenuto, i numeri ed i tempi di attuazione del processo di riforma previsto dal disegno di legge promosso dal governo Musumeci  – proseguono – e l’assessore Scilla ha avuto il merito di credere in una riforma costruita sul “giuridicamente possibile” attuando un percorso concertativo  con l’Ugl e le altre sigle sindacali improntato al confronto sempre e comunque, anche quando alcune frange sindacali tendevano a sminuirne l’azione politica ed a rallentarne il percorso, per poi convergere comunque sul testo. L’Ugl ha avuto il merito di non fare melina o sterili speculazioni ma cercare, semmai, di tradurre le aspettative dei lavoratori forestali in proposte, mantenendo sempre i piedi per terra rispetto ai limiti imposti dall’Accordo Stato Regione Siciliana che ha introdotto dei vincoli di spesa anche nel comparto forestale.

Da calcoli e dati ufficiali abbiamo verificato che entro il 2026 andranno in pensione circa 5 mila lavoratori forestali con la progressione dei predetti operai nelle fasce superiori a 120 e 180 giornate  fino al raggiungimento di quota 180  – precisano Messina e Arena. Che aggiungono: “inizialmente saranno tre i contingenti : a tempo indeterminato (LTI);  a tempo determinato (LTD) con livello occupazionale di centottanta giornate lavorative ed a tempo determinato (LTD) con livello occupazionale di centoventi giornate lavorative che poi si ridurranno definitivamente a due entro il 2026.

Sottolineiamo – concludono – che il blocco del turnover riguarda solamente il contingente LTI, cioè che per ogni LTI che fuoriesce non sarà previsto il rimpinguamento fino a quando tutti i lavoratori non raggiungeranno le 180 giornate lavorative. Solo e soltanto da quel momento si procederà alla riapertura del contingente di LTI.

Il disegno di legge prevede l’istituzione presso gli uffici competenti del Dipartimento regionale del lavoro di due graduatorie dei lavoratori già inseriti nell’elenco speciale di cui all’articolo 45 ter della legge regionale n.16/1996  articolati su base provinciale e distrettuale nel seguente modo:  elenco dei lavoratori per “Attività di manutenzione” dove saranno inseriti tutti i lavoratori della manutenzione ed elenco dei lavoratori per “Attività di antincendio boschivo” che verrà formato dal personale che già ha svolto servizio antincendio negli anni precedenti, accogliendo una proposta che da anni Ugl ha portato ai tavoli di  concertazione. Con il disegno di legge governativo restano immutate le garanzie occupazionali e contrattuali previste dal CCNL idraulico-forestale e quindi restano confermate le agevolazioni previdenziali in capo a ciascun operaio forestale.

 

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