La UGL Salute Sicilia denuncia una grave criticità nella sanità territoriale palermitana: oltre 1.600 cittadini sono rimasti senza medico di medicina generale a seguito del decesso del proprio professionista e della mancata, tempestiva sostituzione da parte dell’Asp.
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, numerosi pazienti, molti dei quali affetti da patologie croniche, risultano privi di accesso a prescrizioni farmacologiche, certificazioni sanitarie e continuità assistenziale, con pesanti ripercussioni sulla salute pubblica.
«Non si tratta più di un disservizio ma di una vera emergenza sanitaria e sociale. Lasciare oltre 1.600 cittadini senza medico di base significa negare un diritto fondamentale», dichiara Franco Scaduto (nella foto a destra), segretario regionale UGL Salute Sicilia.
Il sindacato segnala inoltre il sovraccarico dei medici già in servizio e le difficoltà burocratiche nella scelta di un nuovo medico, criticità che penalizzano soprattutto anziani e soggetti fragili.
«La carenza dei medici di medicina generale è un problema nazionale legato ai pensionamenti e alla mancanza di ricambio generazionale», aggiunge Scaduto.
Sulla stessa linea Giovanni Ferraro (nella foto a sinistra), segretario provinciale UGL Salute Palermo: «Sul territorio la situazione è fuori controllo. Il vuoto assistenziale colpisce le fasce più deboli della popolazione».
La UGL Salute Sicilia chiede all’Assessorato regionale alla Salute e all’Asp di Palermo di intervenire con urgenza, anche attraverso misure straordinarie, per garantire ai cittadini il diritto alla salute.